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Paragrafo 5 . Marx storico.

     
I  vari  aspetti  della  filosofia  di  Marx  hanno  il  loro  momento
unificante  nella concezione della storia, che individua nella  prassi
degli   uomini  (delle  classi  piuttosto  che  degli  individui)   il
fondamento della trasformazione della realt e - in ultima  analisi  -
il  fondamento  della realt stessa. Marx, quindi, non  perde  mai  di
vista  i contesti storici, e in pi occasioni - come, ad esempio,  nel
Manifesto  -  cerca  addirittura di dare un quadro  complessivo  della
storia dell'umanit.
     Anche  nelle  sue  opere  di  critica  dell'economia  politica  i
processi economici sono sempre inquadrati storicamente, ed  possibile
trovare  pagine significative di analisi storica, condotta  alla  luce
della sua concezione materialista e dialettica.
     In  questo  senso  molto interessante la parte del  primo  libro
del  Capitale dedicata alla cosiddetta accumulazione originaria,  cio
allo  studio  dei  meccanismi con i quali  si  sono  formati  -  prima
dell'inizio  del modo di produzione capitalistico - quei capitali  che
hanno  consentito  il decollo della moderna societ  industriale.  Per
illustrare  questo  processo economico Marx non fornisce  solo  schemi
generali  e  astratti, ma fornisce, ad esempio, un  saggio  di  storia
inglese  -  dai  secoli  quindicesimo  e  sedicesimo  fino  al  secolo
diciottesimo  - che si allarga poi a un'indagine di tipo  storico  sul
resto d'Europa e sull'America.(85)
     
Le lotte di classe in Francia.

L'opera storica nel senso pi proprio del termine , comunque,  quella
che  Marx  dedica  a Le lotte di classe in Francia.  All'inizio  della
Introduzione scritta da Engels per l'edizione in volume che, nel 1895,
raccoglieva  quattro articoli di Marx sulla situazione della  Francia,
si legge: Il lavoro che qui viene ristampato fu il primo tentativo di
Marx  di  spiegare  mediante  la  sua  concezione  materialistica   un
frammento  di storia contemporanea partendo dalla situazione economica
corrispondente(86). I quattro articoli di Marx analizzano il  periodo
che  va  dal  febbraio del 1848 (inizio della rivoluzione in  Francia)
alla soppressione del suffragio universale da parte di Luigi Napoleone
Bonaparte nel 1850.
     L'analisi  storica di Marx tende a mettere in evidenza  il  ruolo
svolto per la prima volta e in maniera determinante dalla nuova classe
rivoluzionaria,  il  proletariato. Marx sostiene  la  tesi  che  nella
rivoluzione  del  1848 in Francia si delineano  in  maniera  chiara  e
inequivocabile i ruoli politici delle
     
     p 54 .
     
     diverse  classi sociali nella societ industriale:  la  borghesia
capitalista  industriale, esclusa dal potere anche sotto la  monarchia
di Luigi Filippo d'Orlans - che aveva scelto il sostegno del capitale
finanziario(87)  -,  trova nel proletariato un alleato  indispensabile
per  rovesciare la monarchia; ma ben presto rivolge la  propria  forza
proprio contro il proletariato.(88)
     L'analisi  del  processo  rivoluzionario francese  del  1848-1849
serve  a Marx anche per mettere a fuoco (quasi attraverso una verifica
empirica  sul  campo) le articolazioni sociali al di fuori  delle  due
nuove  grandi  classi  che da alleate sono diventate  antagoniste  (la
borghesia  e  il proletariato): la piccola-borghesia(89), ad  esempio,
che  pur traendo il proprio sostentamento dal proletariato, si schier
con la borghesia a difesa della propriet.
     La  borghesia ottenne anche l'appoggio dei contadini, utilizzando
a  proprio vantaggio l'influenza della Chiesa sulle popolazioni  delle
campagne. In questo senso - osserva Marx - deve essere interpretata la
spedizione francese, a sostegno del papa, contro la Repubblica romana:
Gi a met novembre 1848 Cavaignac aveva mandato a Civitavecchia  una
flotta  per  proteggere  il papa, prenderlo  a  bordo  e  portarlo  in
Francia.  Il  papa  avrebbe dovuto benedire la  Repubblica  dabbene  e
assicurare  l'elezione di Cavaignac a presidente. Col papa,  Cavaignac
voleva  pigliare  all'amo  i  preti, coi  preti  i  contadini,  e  coi
contadini la presidenza(90).
     Particolarmente  interessante  l'analisi  fatta  da  Marx  sulla
figura  e  sulla politica di Luigi Napoleone Bonaparte.(91)  Marx  non
condivide  la  satira feroce di Victor Hugo che, con  il  suo  scritto
Napolon le petit, irrideva al Bonaparte e al tempo stesso lo accusava
di  essere  l'unico  responsabile del colpo di stato  che  porta  alla
proclamazione  del  Secondo Impero: in questo modo Hugo  considera  in
realt  un  grande  quello che era un semplice  avventuriero;  Luigi
Napoleone, sottolinea Marx, non  un individuo isolato: dietro di  lui
c'  la  borghesia francese. Ancora una volta la storia  non    fatta
dagli individui, ma dalle classi.
     
     p 55 .
     
     Luigi  Napoleone riesce con la sua politica non solo a soddisfare
gli  interessi della borghesia capitalista, ma ad ottenere  l'appoggio
di  gran parte del popolo francese, isolando di fatto il proletariato.
Innanzitutto egli aveva comprato l'esercito (i soldati  ubriaconi  a
suon  di  acquavite  e  salsicce); quindi il sottoproletariato(92)  di
Parigi promettendo regali.
     Infine,  Bonaparte  conquista le simpatie dei  contadini  piccoli
proprietari grazie alla sua politica di sostegno al papa e alla Chiesa
di Roma.
     Il  bonapartismo si configura cos come un regime  autoritario,
che porta avanti gli interessi della grande borghesia capitalista,  ma
che,  al tempo stesso, gode del consenso delle masse: il proletariato,
classe  strutturalmente antagonista alla borghesia,  quando  non  cade
nell'inganno del capo che si presenta come suo benefattore,  relegato
ai margini della societ e non ha facolt di parola.

La Comune di Parigi.
     
Marx  si  trova ad affrontare, come storico - ma ovviamente per  lui
questo ruolo non  separabile da quello di filosofo e, soprattutto, da
quello  di politico -, anche un altro momento importante della  storia
francese: quello della Comune di Parigi del 1871.
     In  realt  egli  si  dedica  a quel  periodo  storico  scrivendo
contestualmente allo svolgersi degli avvenimenti: non risulta, quindi,
una  analisi  distaccata  e a freddo, ma  piuttosto  un  documento
politico-filosofico  in  cui Marx cerca - e  crede  di  trovare  -  la
conferma delle proprie teorie economiche e storico-politiche.(93)
     Marx  focalizza  la  rilevanza generale di alcuni  aspetti  della
lotta   del   proletariato  parigino  contro   il   governo   borghese
repubblicano che era succeduto a Napoleone terzo dopo la  disfatta  di
Sedan.
     Il  nuovo  governo  francese,  insediato  a  Versailles  dopo  la
sconfitta  subta  a Sedan, di fronte all'insurrezione  vittoriosa  di
Parigi  non  esita ad allearsi con il vincitore prussiano  contro  gli
operai  parigini. In questo modo la borghesia, di cui quel  governo  -
come  il  precedente  di  Napoleone terzo -    espressione,  dimostra
chiaramente non solo di non essere in grado di difendere la nazione,
ma di considerare come prioritario - se non esclusivo - l'obiettivo di
sconfiggere il proletariato: di fronte al nemico di classe  scompaiono
tutti gli altri nemici e vengono meno gli interessi e i valori della
nazione.
     Di  contro alla capitolazione della borghesia e alla sua alleanza
con il
     
     p 56 .
     
     nemico  prussiano,  la  lotta del  popolo  di  Parigi  in  armi
rappresenta  l'unica  difesa  dei  valori  nazionali  dall'aggressione
straniera.
     L'esperienza  della  Comune  di Parigi  dimostra  anche  che  la
classe  operaia  non pu mettere semplicemente la mano sulla  macchina
dello  Stato  bella  e pronta, e metterla in movimento  per  i  propri
fini(94):  l'apparato statale - che il proletariato  deve  utilizzare
dal   momento  della  presa  del  potere  fino  all'instaurazione  del
comunismo  e  al  venir meno della necessit di  forme  coercitive  di
governo  - non pu essere quello centralizzato e burocratico messo  in
piedi  dalla  borghesia. Il potere degli operai,  nei  pochi  mesi  di
esperienza  della Comune, si organizza in forma fortemente decentrata,
in  modo  da consentire un effettivo autogoverno dei produttori;  il
decentramento  -  osserva Marx, ribadendo la funzione nazionale  che
pu  svolgere  il  proletariato  - non  rappresenta  un  indebolimento
dell'unit  della nazione, ma un suo rafforzamento in  una  democrazia
articolata  dal  basso.  Il nuovo stato  progettato,  e  in  parte
attuato,  dai comunardi perde quindi le caratteristiche proprie  dello
stato  borghese e si configura gi come una tappa della trasformazione
sociale.(95)
     Queste  considerazioni di Marx assumono un rilievo  significativo
alla  luce  della  realizzazione concreta e storica  degli  stati  del
socialismo reale, che le ha in gran parte contraddette e negate.
